26 settembre 2011
26 settembre 2011

Crisi e Ue: il piano da 3mila mld risulta prematuro e irresponsabile

15:06 - Il Governo Ue caldeggia "una maggiore flessibilità nella sua utilizzazione e di una maggiore capacità finanziaria" per il rafforzamento del fondo salva-stati (Efsf).

''Irresponsabili e premature''. Così un portavoce della Commissione europea ha definito le ''speculazioni'' riguardanti le cifre di un possibile piano salva euro da 3mila miliardi circolate in queste ore.

Quanto al rafforzamento del fondo salva-stati (Efsf), Amadeu Altafaj, portavoce del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, ha ricordato che già prima del 21 luglio, quando i leader dell'eurozona hanno preso la decisione, l'esecutivo di Bruxelles si era detto a favore di "una maggiore flessibilità nella sua utilizzazione e di una maggiore capacità finanziaria". A Washington, in occasione delle riunioni dell'Fmi e del G20, "non c'è stata una discussione formale", perché quelle non erano le sedi, "ma è chiaro che è in corso un grande dibattito su questo tema", ha precisato il portavoce. "Le soluzioni tecniche esistono, le capacità di finanziamento esistono - ha concluso - è solo di questione volontà politica".

La Commissione europea ha inoltre chiarito che è escluso che una decisione sull'esborso della sesta rata del prestito alla Grecia possa essere presa alla prossima riunione dell'eurogruppo in programma a Lussemburgo lunedì prossimo. A chiarirlo è stato un portavoce dell'esecutivo Ue, secondo cui la ''data del 3 ottobre è difficile'' dal momento che non è ancora ripresa ad Atene la missione della troika Ue-Bce-Fmi, che ''speriamo avvenga presto''. ''Non c'è alcun elemento politico, ma solo di lavoro che deve essere fatto'', ha precisato il portavoce.

Altafaj ha spiegato che "la missione della troika deve arrivare a una conclusione, preparare il cosiddetto 'compliance report' e distribuirlo ai Paesi membri e tutto questo richiede tempo". Sicuramente alla riunione dei ministri delle Finanze dell'eurozona della prossima settimana "ci sarà una discussione importante, ma il 3 ottobre non è mai stata una scadenza". Quanto ai tempi per la ripresa della missione, il portavoce ha ribadito che "per ora non c'è ancora alcuna data precisa, ma ci aspettiamo che torni presto ad Atene, ci sono stati progressi significativi, i lavori stanno continuando a livelllo tecnico, nella capitale greca e nei quartier generali delle tre istituzioni". Sul perché non sia stata ancora fissata una data, Altafaj non si è però sbilanciato, limitandosi a ricordare che "i problemi principali sono il buco nel bilancio per il 2011 ed il 2012, le riforme strutturali ed i dettagli dell'applicazione del piano di privatizzazioni".
"Gli obiettivi non sono cambiati, si tratta solo di rispettarli", ha sottolineato Altafaj, assicurando che a Bruxelles "si tiene conto delle necessità di finanziamento della Grecia, così come delle precondizioni che devono essere rispettate per l'esborso della sesta tranche" del prestito da otto miliardi euro. "Per avere un rapporto solido da parte della troika bisogna che ci sia chiarezza su tutte le misure", ha spiegato ancora il portavoce, "noi stiamo facendo di tutto, ma il lavoro deve essere completo in modo da evitare zone grigie: siamo al corrente dei bisogni pressanti di finanziamento della Grecia, ma le condizioni devono essere rispettate". Per Atene, ha concluso Altafaj, "è il momento della verità, è l'ultima chance prima del collasso dell'economia, ma se rispetterà le condizioni i fondi saranno disponibili".

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