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Sindacati in agitazione, dopo l'appello del presidente del Consiglio Mario Monti alle parti sociali a fare ulteriori sacrifici ed eventualmente a siglare un ''patto'' per contribuire a superare la crisi. Martedi' 11 settembre, a Palazzo Chigi, e' fissato l'incontro tra l'esecutivo e i leader delle forze sindacali che segue quello di mercoledi' scorso con imprese e banche.
La Cgil non esclude la possibilita' di proclamare lo sciopero generale insieme a Cisl e Uil. Susanna Camusso boccia infatti l'ottimismo del governo sull'andamento della crisi e chiede misure urgenti su occupazione e crescita. La segretaria generale della Cgil ritiene che sia insufficiente anche la proposta di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, di detassare i salari legandoli all'andamento della produttivita' (''E' ancora insufficiente per dare un segnale di discontinuita' sulle politiche fiscali perche' non risponde alle richieste di coloro che hanno perso il lavoro e sono rimasti esclusi dalla contrattazione'').
Mentre Monti e Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, al recente Meeting di Comunione e liberazione a Rimini, avevano parlato di una luce che si comincia a intravvedere in fondo al tunnel della crisi, l'analisi dei sindacati resta di segno opposto. Camusso critica innanzitutto la spending review: ''E' una profonda operazione di ulteriore riduzione della cittadinanza di tutti. E' sbagliata perche' si va per tagli lineari e questo produrra' moltissimi problemi di inefficienza del sistema''. Da qui la proposta di una patrimoniale. ''Ora manca solo il presidente del Consiglio a dire che ci vuole la patrimoniale. Perche' tutto il resto del mondo continua a dirlo'', conclude la leader della Cgil facendo riferimento alle proposte di tasse patrimoniali che si stanno studiando in Francia e Gran Bretagna.
Anche Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, replica polemicamente agli appelli di Monti: ''Dire che la sorte del paese e' nelle nostre mani e' come dire che il governo in Italia e' inutile. Abbiamo allontanato la crisi finanziaria, su questo sono d'accordo, ma non credo che la ripresa sia vicina''.
Puntualizza Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: ''Occorre senso di responsabilita' di tutti, insieme sindacati e imprese possono rafforzare la competitivita' azienda per azienda, utilizzando l'accordo dello scorso giugno per far funzionare in maniera intensiva gli impianti e alzare cosi' i salari dei lavoratori. Ma il governo deve riuscire a trovare le risorse per ridurre le tasse sul lavoro''.
La proposta di Monti alle parti sociali, che pure ha criticato in qualche occasione le passate esperienze di ''concertazione'' con sindacati e imprese, e' quella di siglare un ''patto'' su proposte condivise. Il presidente del Consiglio, in piu' dichiarazioni dopo la pausa estiva, ha sottolineato che le parti sociali ''devono svolgere il ruolo di protagonisti per migliorare la produttivita' e la competitivita' del sistema, dopo molti anni di declino''.
Il ''patto'', secondo la proposta del governo, dovrebbe avere al centro l'attuazione dell'accordo del 28 giugno 2011 (come richiamato dal segretario della Cisl) tra le parti sociali che da' la possibilita' per i contratti aziendali di derogare ai contratti nazionali, compresi l'organizzazione e la prestazione lavorativa e gli orari.
Maggiormente disponibili al dialogo sono imprese e banche, dopo l'incontro di mercoledi' scorso con l'esecutivo.
Quest'ultimo ha confermato gli impegni a non aumentare ulteriormente l'Iva dal luglio 2013, ad approvare la delega fiscale entro la fine anno e a recepire la direttiva dell'Unione europea sui tempi dei pagamenti della Pubblica amministrazione entro il prossimo mese di novembre.
Pure il governo, nel comunicato diffuso alla fine dell'incontro con imprese e banche, si e' detto ottimista: ''Il presidente ha apprezzato a nome di tutto il governo le considerazioni contenute nel documento illustrato dalle organizzazioni degli imprenditori e le proposte evidenziate per rilanciare la crescita, di cui il governo terra' conto nel finalizzare il cronoprogramma che verra' definito per dare attuazione all'Agenda per la crescita''.
Squinzi, che alla vigilia dell'incontro aveva dichiarato ''l'autunno e' gia' caldo, e' bollente'', alla fine ha parlato di ''clima costruttivo che puo' essere l'avvio di un colloquio duraturo, abbiamo segnalato molti punti di preoccupazione che ci auguriamo vengano recepiti''. Giudizio confermato da Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi (Associazione bancaria italiana), e da Giorgio Guerrini, presidente di Rete imprese Italia.
''E' necessario - continua la nota di Palazzo Chigi a conclusione dell'incontro con imprese e banche - che le parti sociali trovino un terreno di dialogo comune per intervenire sui fattori di produttivita' di ogni singola impresa''.