31 maggio 2012
31 maggio 2012

Crisi, riforme e lavoro, la prima volta di Visco


9:30 - Oggi le Considerazioni finali. Focus su Europa, crescita e banche

La crisi dell'euro e le difficoltà dell'economia italiana, l'urgenza di portare avanti le riforme per rilanciare la crescita ma senza allentare il rigore nei conti pubblici, l'occupazione e i giovani, i problemi delle banche tra rafforzamento di capitale e il sostegno a famiglie e imprese. Stamattina le prime Considerazioni finali di Ignazio Visco da governatore della Banca d'Italia saranno segnate probabilmente da queste priorità, in un momento difficile per il Paese, non solo dal punto di vista politico ed economico. E con nuove nubi che si addensano all'orizzonte (dalle tensioni sociali all'evoluzione della crisi in Grecia e in Spagna), le parole del governatore saranno un richiamo alla responsabilità di tutti, all'esigenza di agire con determinazione per superare uno dei momenti più critici per il Paese negli ultimi anni.
La prima volta di Visco all'assemblea annuale della Banca d'Italia - davanti al gotha dell'economia e della finanza nazionale - arriva dopo un semestre di fuoco per l'Italia e l'Europa, coinciso con il suo approdo a novembre al vertice di Via Nazionale per prendere il posto di Mario Draghi, in partenza per Francoforte alla guida della Bce. L'Italia salvata dal crack con una manovra lacrime e sangue, poi il salvataggio della Grecia, il credit crunch e le nuove turbolenze dei mercati, e ora di nuovo l'incertezza sul futuro greco e dell'euro, con i rischi di un pericoloso contagio spagnolo. La relazione del governatore affronterà inevitabilmente questi temi, con un messaggio forte sulla necessità di fare tutto il possibile per non intaccare il progetto europeo, evitando strade pericolose e dense di incognite per tutti.
Un contesto in cui l'Italia deve fare la sua parte, sostenendo gli sforzi per rinsaldare e rafforzare l'integrazione europea e continuando a fare i suoi compiti a casa, come - secondo Visco - il governo Monti ha dimostrato di saper fare finora. Avanti quindi con le riforme strutturali e il risanamento della finanza pubblica, anche con il lavoro di spending review. Non solo bisogna chiudere la riforma del mercato del lavoro, da completare con quella degli ammortizzatori sociali, ma è necessario intervenire per ridurre i tempi della giustizia, migliorare la formazione, cambiare la struttura produttiva, condizionata da troppe Pmi incapaci di aggregarsi e innovare. Un'agenda densa ma indispensabile, secondo il governatore, per consentire all'Italia di non arretrare in una competizione mondiale sempre più agguerrita. Perchè questo "è un Paese anziano" e per mantenere il livello di vita raggiunto è necessario lavorare "di più, in più e più a lungo".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy