Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
La delega per la riforma fiscale del governo Monti, che sostituirà quella targata Tremonti ferma in Parlamento, è il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi, ma la sua approvazione non è del tutto scontata. Il governo potrebbe avviare un primo giro di tavolo e rimandare il via libera a un'altra riunione dei ministri anche per consentire il superamento di alcune preoccupazioni espresse dagli altri dicasteri. Intanto, il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, ha chiarito che l'intenzione del governo al momento è quella di non toccare le aliquote Irpef. "In questo momento non andiamo a riguardare le aliquote", ha detto Grilli.
In particolare, dalle altre amministrazioni vengono chiesti al Tesoro ulteriori dettagli sul fondo per la riduzione della pressione fiscale che dovrà essere alimentato sia dal gettito della lotta all'evasione fiscale sia dal riordino delle agevolazioni e la 'tax expenditures'. Ancora incerto anche lo strumento legislativo da utilizzare per la delega. La discussione è rimandata direttamente al Cdm e resta da chiarire se si tratta di un disegno di legge delega indipendente da quello del precedente governo oppure un emendamento alla vecchia delega per non rischiare di allungare ulteriormente i tempi di approvazione. Inoltre, secondo il presidente della commissione Finanze del Senato, Mario Baldassarri, anche il dl fiscale all'esame di palazzo Madama potrebbe essere lo strumento idoneo a veicolare parti della delega.
L'unico punto in comune fra le due deleghe è il riordino delle agevolazioni fiscali, mentre salta la cancellazione del'Irap e arriva lo stop alle tre aliquote Irpef delineate da Tremonti. I punti salienti del nuovo fisco targato Monti sono invece il catasto, il contenzioso e il prelievo sulle imprese. La bozza, inoltre, prevede la revisione delle agevolazioni fiscali e novità sulle sanzioni penali e gli interpelli. E ancora l'Iri al posto dell'Ires, 'carbon tax' sulle emissioni e gli sgravi Irpef finanziati dalla lotta all'evasione. Il governo avrà a disposizione 9 mesi per emanare uno o più decreti legislativi ed eventuali correttivi dovranno arrivare nei 18 mesi successivi. Ogni dlgs dovrà essere poi vagliato dalle commissioni parlamentari competenti. Una volta incassato l'ok il provvedimento sarà approvato definitivamente.