8 marzo 2012
8 marzo 2012

Donne: meno infortuni, poca occupazione

9:40 - Spinta occupazionale

Diminuiscono, ma in misura piu' contenuta rispetto a quanto avviene a livello complessivo: sono gli infortuni sul lavoro che colpiscono le donne. Nel 2010, secondo i dati dell'INAIL, sono stati 245.642 gli infortuni femminili, pari al 31,6% del totale di tutti gli incidenti. Nel periodo 2006 - 2010 sono scesi dell'1,6% rispetto ad una contrazione, nello stesso periodo, del 16,4% sul totale degli infortuni di tutti i lavoratori: il calo piu' vistoso si e' registrato in agricoltura (28%), mentre l'industria e i servizi hanno segnato un ben piu' modesto -1,3%; al contrario, gli infortuni sono aumentati di quasi il 14% tra le dipendenti in conto Stato. Lavori domestici (87,6%), sanita' e servizi sociali (80%), lavoro negli enti pubblici e locali(58%) sono le attivita' a maggior rischio di infortuni per le donne. L'industria meccanica e della lavorazione dei minerali non metalliferi, attivita' notoriamente piu' pericolose, fanno registrare invece un'incidenza infortunistica femminile del 9%.
I casi mortali nel 2010 sono stati 78 (-21% rispetto al 2006) ma ben 40 decessi sono avvenuti in itinere, cioe' nel tragitto casa - lavoro. La percentuale del 51% sul totale degli infortuni femminili, ben piu' alta di quella registrata tra gli uomini (20,8%), puo' essere spiegata dalla considerazione, come nota l'INAIL, che la presenza delle donne si concentra in settori meno rischiosi. Sempre nello stesso quinquennio 2006 - 2010, il numero delle donne occupate e' aumentato solo dell'1% ponendo l'Italia tra i Paesi con il piu' basso tasso di occupazione femminile: 48% contro il 59% della media OCSE. Le donne, che sono il 51,5% della popolazione residente in Italia, rappresentano solo il 40,4% del totale dei lavoratori. Un dato positivo puo' pero' essere rappresentato da una crescita dell'imprenditoria femminile, che nel 2011 ha fatto registrare la nascita di circa 10.000 nuove imprese, localizzate soprattutto nel Centro: il tasso di crescita rispetto all'anno precedente e' stato dello 0,7% contro lo 0,2% delle imprese a conduzione maschile. Oltre 3.000 nuove imprese sono sorte nel settore dell'alloggio e ristorazione, quasi 1.500 nelle attivita' immobiliari e 1.300 nei settori legati alla tecnica e alle attivita' professionali e scientifiche.

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