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Oltre al rispetto dei vincoli civilistici, è necessario verificare le possibilità di uscita dai nuovi controlli fiscali previsti le imprese in perdita sistematica, attraverso un'adeguata ricapitalizzazione.
Con l'approvazione assembleare, si conclude in questi giorni il procedimento di formazione del bilancio dell'esercizio 2010. Le società che hanno evidenziato una perdita devono stabilire se richiedere ai soci un apporto per la relativa copertura e, in caso affermativo, determinare modalità e termini del versamento.
Da un punto di vista civilistico, la necessità della ricapitalizzazione scatta quando la perdita, dopo aver integralmente eroso le riserve del patrimonio netto, incide per oltre un terzo sul capitale sociale. In questi casi, gli amministratori devono predisporre una relazione sulla situazione della società e, se entro l'esercizio successivo, la perdita non scende al di sotto del terzo occorre ridurre il capitale sociale. Qualora la perdita, di oltre un terzo, porti il capitale al di sotto del limite legale, l'intervento di ricapitalizzazione deve essere adottato senza indugio, in alternativa allo scioglimento della società.