6 dicembre 2012
6 dicembre 2012

Draghi: ''Graduale ripresa nel 2013, avanti con riduzione squilibri fiscali''

17:15 - La Bce lascia i tassi fermi allo 0,75%.

La Bce ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75%. Anche il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale resta all'1,50% e quello sui depositi allo 0%. Lo scorso 5 luglio la Bce aveva deciso di tagliare dello 0,25% il tasso di riferimento che era rimasto fermo all'1% dallo scorso 8 dicembre 2011.
"C'è stata una discussione in Consiglio ma la maggioranza è stata d'accordo" con la decisione di tenere i tassi invariati, ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi.
Draghi ha ribadito che la Bce continuerà a fornire liquidità illimitata alle banche con aste trimestrali "per tutto il periodo necessario", comunque "fino a luglio", ricordando che le operazioni Ltro, le iniezioni di liquidità per il settore bancario da parte della Bce, "hanno evitato effetti disastrosi in termine di credit crunch". Il presidente della Bce si è detto inoltre ''fiducioso" che si possa raggiungere "presto" un accordo sulla vigilanza unica bancaria in Ue.
La Bce, ha affermato ancora Draghi incontrando la stampa dopo la riunione mensile del Consiglio Esecutivo dell'Eurotower, prevede "che la debolezza economica nell'area dell'euro continui il prossimo anno" ma "nel corso del 2013 l'attività dovrebbe riprendersi gradualmente, grazie al rafforzamento della domanda globale e alle conseguenze della nostra politica monetaria accomodante e al miglioramento significativo della fiducia dei mercati finanziari".
La Bce ha rivisto al ribasso le stime di crescita. Il pil 2012 è compreso tra -0,6% e -0,4%, quello 2013 tra -0,9% e 0,3%. Quanto all'inflazione, "sulla base degli attuali prezzi dei contratti future per il petrolio, la Bce prevede per il prossimo anno un ulteriore calo del tasso di inflazione al di sotto del 2%''. Draghi ha ricordato che "a novembre l'inflazione nell'Eurozona è scesa al 2,2% dal 2,5% di ottobre e dal 2,6% dei due mesi precedenti". In una prospettiva di medio termine, "in un contesto di debole attività economica nell'area dell'euro, le pressioni sui prezzi dovrebbero rimanere moderate".
Il presidente della Bce ha inoltre sottolineato che "per rafforzare la fiducia" dei mercati "è essenziale che i governi vadano avanti con la riduzione tanto degli squilibri fiscali che di quelli strutturali, oltre a procedere sulla via della ristrutturazione del settore finanziario".
Interpellato in merito al G30, Draghi ha poi ribadito che "non c'è nessun conflitto di interesse dalla mia partecipazione'' al gruppo dei trenta banchieri più importanti. D'altronde "non sono l'unico banchiere centrale" membro del G30, ha sottolineato, ricordando come nel gruppo ci siano anche il suo predecessore Jean-Claude Trichet (che del G30 è anche presidente), il governatore della Bank of England Mervyin King, e il suo omologo nella Banca del Giappone Masaaki Shirakawa. Draghi si è anche detto all'oscuro di finanziamenti del G30 da parte di Goldman Sachs.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy