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La moneta unica europea rischia di scomparire senza un rafforzamento delle istituzioni dell'area dell'euro che ne favoriscano il ruolo di moneta globale, secondo il direttore generale della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni.
"Il ruolo futuro dell'euro dipende in gran parte da come usciremo dall'attuale crisi. Siamo a un incrocio: o le istituzioni dell'area dell'euro vengono rafforzate e questo consente alla valuta unica di riconquistare la sua attrattiva e di svilupparsi in una vera valuta globale; o, se si permette alla crisi di acuirsi, perfino il ruolo dell'euro come moneta regionale sarà messo in dubbio", si legge in un discorso preparato da Saccomanni per una cerimonia in memoria di Robert Triffin, a Bruxelles.
Nel discorso in inglese di 16 pagine il vice di Mario Draghi ammette che il G20 ha compiuto scarsi progetti sul campo del sistema monetario e che le riforme messi in cantiere sono in stallo per il prevalere delle preoccupazioni sul peggioramento del quadro economico.
"Il G20 non è riuscito a trasmettere messaggi rassicuranti ai mercati [...]. Discussioni esplicite sui tassi di cambio sono state un tabù e questo è un serio limite", scrive Saccomanni, considerato il candidato favorito alla successione di Draghi.
Il banchiere centrale raccomanda una tregua tra operatori dei mercati e governanti per arrivare a una ordinata riduzione dei debiti accumulati e a una significativa riforma del sistema monetario internazionale.
La tregua, che può essere raggiunta solo all'interno del G20, deve prevedere un rafforzamento della vigilanza multilaterale e la creazione di un nuovo asset multilaterale di riserva.