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Tagliare le pensioni di reversibilita' e anticipare la norma sull'allungamento dell'eta' lavorativa delle donne non piu' al 2014 ma al 2013. Dal 'cassetto' del governo spunta di nuovo il 'piano Lega': ovvero non toccare le pensioni di anzianita', ma intervenire con altre strade. E' stato Silvio Berlusconi a chiedere ad Umberto Bossi un'apertura. Il 'Senatur' si sarebbe convinto. Un'apertura che potrebbe essere sancita con l'accelerazione del percorso sulla delega previdenziale. Al dicastero dell'Economia si e' deciso cosi' di procedere in questa direzione. In realta' al vertice di maggioranza tenutosi oggi a palazzo Grazioli (anche in questa occasione non sono mancate le lamentele contro Tremonti) non si e' affrontato il tema pensioni, ma in ambienti dell'esecutivo si sta ragionando in tal senso. In alto mare, invece, la nomina del successore a Mario Draghi. Fonti parlamentari della maggioranza riferiscono che Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato ad affrontare la questione in Cdm, chiedere ai ministri di pronunciarsi attraverso un voto. Portare una rosa di tre nomi nella prossima riunione del governo, per poi inviare la lettera - contenente pero' un nome solo - al Consiglio superiore della Banca d'Italia. Quel nome, nelle previsioni di palazzo Chigi, dovrebbe essere quello di Fabrizio Saccomanni. Tuttavia Giulio Tremonti non arretra sul nome di Vittorio Grilli, ma potrebbe, invece, aprire ad una soluzione di compromesso. Una via d'uscita - fanno riflettere fonti parlamentari della maggioranza vicine al responsabile dell'Economia - sarebbe quella di far pervenire una rosa, con i nomi anche di Bini Smaghi, Visco e Siniscalco, all'organismo di via Nazionale e arrivare ad una scelta che accontenti tutti gli attori in campo. Il premier sposa nei suoi ragionamenti privati il 'metodo' Napolitano, una scelta 'concertativa', condivisa. Ma la strategia e' quella di coinvolgere sia il partito che l'esecutivo, convincendo Umberto Bossi che non vi sono alternative al nome di Fabrizio Saccomanni. Tremonti non potra' farsi sfiduciare da un voto in Cdm che lo vedrebbe in minoranza - questo il ragionamento - e allora sara' obbligato a riconsiderare la sua posizione.