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I partiti non candidino o diano incarichi a chi è stato rinviato a giudizio o già condannato in primo grado. A sostenerlo è il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha parlato a Pompei a numerosi studenti delle scuole superiori nel corso del Meeting dei giovani.
"Fa parte della mia cultura giuridica credere che sia giusto che ogni cittadino sia innocente fino al terzo grado di giudizio - ha detto Fini - un principio giusto, ma i partiti quando fanno liste o nomine tengano fuori chi è già stato condannato in primo grado o in attesa di giudizio. Si sottoscriva un patto per cui queste persone non siano candidate o nominate perché - ha concluso Fini - non è opportuno".