1 ottobre 2012
1 ottobre 2012

Garante Pmi, mercato video giochi

18:25 - Da sostenere per aiutare i giovani

Un mercato che, pur non essendone immune, accusa poco la crisi economica e che puo' rappresentare una possibilita' per i giovani italiani. E' quanto emerso oggi durante il ''Games Forum'', organizzato da Aesvi (Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani) e Confindustria Cultura Italia, nella sala del Mappamondo della Camera dei Deputati, che ha fatto il punto sull'attivita' di Game Development.
Il tema dei videogiochi, ha spiegato Giuseppe Tripoli, Garante delle Pmi del ministero dello Sviluppo Economico, ''e' legato al tema dell'innovazione e quindi di come favorire chi ha voglia di rischiare, perche' l'innovazione e' sempre rischio. Si tratta di un mercato che e' nato globale, si rivolge a una clientela mondiale e usa linguaggi globali consentendo al nostro paese, dove ci sono tantissime difficolta' e asimettrie dal punto di vista dei servizi e delle infrastrutture, di potersela giocare alla pari, a condizione che ci sia un sistema di collegamento digitale per poter operare. Dunque, non chiede molte infrastrutture fisiche. Si puo' insomma lavorare in questo settore dappertutto e offre una possibilita' a tanti giovani, non a caso infatti sono imprese giovani e fatte da giovani''.
Si tratta di ''un mercato in espansione su cui bisogna puntare e per puntarci certamente l'Agenda digitale offrira' degli strumenti. Sicuramente - ha ricordato - il tema, elaborato in questi mesi, delle normative per le Start Up risponde a molte delle istanze che sono emerse: dalla ricerca dei fondi alle modalita' di un rapporto con il mercato del lavoro e con le regole fiscali diverse, al fatto che ci si possa impegnare in un'attivita' tenendo conto che l'attivita' puo' andar bene per un certo periodo, puo' andar male e poi tornare ad andar bene, dunque una grande flessibilita'''.
E proprio su questo fronte, gli addetti al settore sono in attesa di capire se nel decreto Sviluppo nella parte dedicata all'Agenda digitale ci saranno anche degli aspetti dedicati ai videogiochi. Perche', se le cose vanno bene, potrebbero andare meglio.
Un caso positivo di questa realta' e' rappresentato, per esempio, da Gianluca Marani, socio della ''Just Funny Games'': ''Abbiamo creato l'azienda tre anni fa e le cose vanno abbastanza bene, il settore e' in crescita. Noi siamo nati negli anni della crisi e ci siamo ancora''. Il mercato su cui puntiamo e' quello dei giochi per piattaforme come Apple o Android: ''Un videogioco di medio livello per mobile costa circa 50 mila euro di produzione e si vende da 1,50 euro a 2,39. Il mercato procede...certo se avessimo piu' sponsorizzazioni andremmo meglio''. Quello che si aspetta sono misure di sostegno fiscale a favore del comparto, come credito d'imposta e detrazione degli utili reinvestiti per la produzione di videogiochi da parte di imprese italiane, oltre che credito d'imposta per la distribuzione di videogiochi realizzati sul territorio italiano, per gli investimenti di venture capital dedicati alle imprese del settore e per progetti di ricerca realizzati in collaborazione con Universita' o enti pubblici di ricerca. Noi, ha concluso Andrea Persegati, presidente dell'associazione editori sviluppatori videogiochi italiani, Aesvi, ''ci auguriamo che nel decreto vengano recepite le indicazioni contenuto nel ddl Gentiloni-Palmieri, non credo si parli di investimenti o contributi milionari, ma e' un segnale per tutti coloro che hanno voglia di investire in questo mondo, per poter avere un minimo di stimolo e buttarsi in un avventura''.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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