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Al termine di complesse investigazioni economico-patrimoniali condotte dalla Guardia di Finanza di Palermo, il Tribunale di Palermo - Sezione Misure di Prevenzione - ha disposto la confisca di ingenti patrimoni, per un valore di oltre 5 milioni di euro, nei confronti di 8 soggetti.
Cinque di questi sono indiziati di appartenenza ad associazione mafiosa, in quanto condannati o destinatari di provvedimenti restrittivi per l'art. 416/bis C.P. Fra questi, anche il boss A. L., latitante dal 2005 e arrestato ieri, nei cui confronti sono stati confiscati immobili per circa 1 milione di euro. Per gli altri tre, i provvedimenti sono scattati in quanto soggetti abitualmente dediti a traffici delittuosi, fra cui, principalmente, estorsione e truffa.
Le indagini patrimoniali condotte dalle Fiamme Gialle del Gruppo d'investigazione sulla Criminalità Organizzata - GICO - del Nucleo di polizia tributaria di Palermo, che hanno consentito l'emanazione dei provvedimenti ablativi, hanno evidenziato una netta sproporzione tra i beni risultati nella effettiva disponibilità dei soggetti ed il loro tenore di vita, rispetto ai redditi dichiarati e alle attività ufficialmente svolte.
I beni complessivamente confiscati comprendono 2 aziende commerciali, operanti nel settore alimentare e dei prodotti della casa, 2 lussuose villette, peraltro abusivamente costruite, 18 terreni agricoli, 6 appartamenti e 1 magazzino, Tribunali, e Palazzo Reale di Palermo, 1 autovettura "Mercedes" e varie disponibilità finanziarie detenute presso istituti di credito.