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Dalla spending review non c'è da attendersi nessun tesoretto da destinare a una riduzione delle tasse, ma una razionalizzazione degli apparati dello Stato per non far crescere la spesa, raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013 e mantenerlo negli anni a venire. A dirlo, in un'intervista, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda. "I risparmi, a oggi, bastano appena a non peggiorare i conti", spiega.
"C'è chi ci sollecita a smontare sanità, istruzione, cultura", ha detto Giarda, ma è "meglio procedere per passi". E in primo luogo si deve rendere effettivi i tagli già varati negli scorsi anni.
"Chiudere i centri di produzione periferica e svuotare gli uffici pubblici richiederebbe in primo luogo di licenziare immediatamente un certo numero di dipendenti, e questo non so se lo Stato può farlo", afferma. "Oppure, e questo è invece ciò che auspico, si tratterebbe di gestire nei prossimi 6 anni, quindi nell'ultimo scorcio della attuale legislatura e in tutta la prossima, i cambiamenti di processo, il turnover dei dipendenti, la chiusura di una quota significativa delle 'fabbriche': scuole, università, prefetture, galere, caserme, uffici del lavoro e della motorizzazione, eccetera".