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Tempo di crisi, ma non per il gioco almeno a giudicare dai dati relativi alla spesa degli italiani per i giochi, salita in due anni da 61 a 80 miliardi di euro, e alla raccolta nel primo semestre del 2012; cifre presentate oggi alla Fiera di Roma in occasione dell'inaugurazione della 40esima edizione di 'Enada', la mostra internazionale degli apparecchi da intrattenimento e da gioco, organizzata da Sapar, l'organismo che rappresenta la maggioranza dei gestori di settore, in collaborazione con Rimini Fiera e con il patrocinio dell'Aams, l'azienda autonoma monopoli di Stato. Al taglio del nastro, in rappresentanza delle istituzioni, il presidente della commissione Finanze della Camera Gianfranco Conte e il deputato della commissione Bilancio Alberto Giorgetti.
Nei primi sei mesi dell'anno, si sono raccolti 44,3 miliardi di euro contro i 35,8 miliardi del 2011, con un incremento del 23,7%. Sottratte le vincite, pari a 35,4 miliardi, la spesa effettiva e' stata di quasi 9 miliardi, con un calo dello 0,6%. "Cio' e' spiegabile con l'aumento del 'payout', ovvero della percentuale di giocate restituite come vincite - spiega il presidente di Sapar, Raffaele Curcio - passata dal 75% a quota 80%".
L'industria del gioco - ricorda l'associazione degli operatori del settore - conta su circa 5.800 imprese nelle quali sono occupati oltre 100.000 addetti: 20.000 direttamente impiegati nel settore fra dipendenti dei concessionari, gestori, produttori di apparecchi, lavoratori dell'indotto; e 80.000 presenti nei punti di vendita. I giochi preferiti dagli italiani sono le newslot, apparecchi automatici da non confondere con i videopoker, con un costo massimo per giocata di 1 euro e una vincita massima di 100 euro. Seguono le lotterie e il gioco del Lotto.
In particolare, per quanto riguarda l'andamento del mercato in Italia nel primi sette mesi dell'anno in corso, confrontati con l'analogo periodo del 2011, la raccolta lorda e' salita da 42,8 a 51,2 miliardi di euro, mettendo a segno un +19,8%. Discorso inverso per le entrate erariali, scese da 5,2 a 4,7 miliardi di euro con un calo del 9,7%.
L'incasso delle newslot e' stato pari a 16,4 mld mentre 12,2 sono arrivati dalle videolottery, 7,5 da casino' e poker cash, 5,7 dalle lotterie, 3,6 dal Lotto, 2,2 da giochi a base sportiva, 1,1 da Superenalotto e altri giochi numerici a totalizzatore nazionale, 1,0 dalle sale bingo, 0,8 dai poker a torneo e 0,6 da giochi a base ippica.
Sono 6.545 le sale gioco in Italia, 2.216 le agenzie di scommesse e negozi di gioco, 1.264 gli esercizi dedicati a videolottery e slot, 237 le sale bingo. Ma a queste strutture vanno aggiunti anche i punti vendita con attivita' primaria diversa dal gioco, tra cui 12.525 ricevitorie del Lotto e rivendite di tabacchi e 576 corner per le scommesse. E ancora: 59.307 bar, 3.487 circoli privati, 1.819 ristoranti, 699 edicole, 288 alberghi, 36 stabilimenti balneari e un altro migliaio di esercizi commerciali pubblici o aree autorizzate.