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La Grecia sceglie il metodo dell'asta olandese per ricomprare, con circa 10 miliardi di euro, gran parte dei suoi titoli di Stato ancora in mano a privati.
Secondo fonti comunitarie, la Grecia dovrebbe essere nelle condizioni di ritirare dal mercato almeno 40 miliardi di titoli consentendo ai prestatori internazionali, Unione europea e Fondo monetario internazionale, di procedere all'erogazione delle nuove tranche di finanziamenti.
Il meccanismo dell'offerta prevede che Atene chieda agli investitori a quanto intendono vendere i loro titoli prima di fissare il prezzo di acquisto.
Il programma di buy back prevede una doppia forchetta di prezzo per ognuna delle venti serie di titoli in circolazione: da un minimo del 30,2%/38,1% a un massimo del 32,2%/40,1%, a seconda della scadenza.
Così, se un obbligazionista cerca di ottenere un prezzo vicino al limite superiore, si assume il rischio di non riuscire a vendere se il prezzo di riacquisto viene fissato a un valore più basso.
Dopo che Atene ha reso noti i termini dell'operazione il titolo con scadenza 2023 si è mosso al rialzo e il suo rendimento è sceso di oltre un punto percentuale.
In base ai termini stabiliti dall'Eurogruppo della scorsa settimana, i titoli di Stato non dovrebbero essere ricomprati a un prezzo superiore a quello di chiusura del 23 novembre.
Le obbligazioni hanno un valore nominale di 63 miliardi e l'offerta è valida in teoria anche per i possessori dei circa 4 miliardi di vecchi titoli rimasti fuori dal programma di ristrutturazione del marzo scorso.
Secondo elaborazioni Reuters, con i prezzi di chiusura del 23 novembre, ad Atene basta un tasso di adesione del 50% per togliere dal mercato 31,5 miliardi con 8,7 miliardi di spesa.