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Si è concluso con un nulla di fatto l'incontro tra il premier greco Lucas Papademos e i leader dei tre partiti di governo, volto a ottenere il pieno sostegno del Parlamento al piano di riforme chiesto dai partner europei e dal Fondo monetario internazionale (Fmi) per un nuovo piano di aiuti da 130 miliardi di euro. E contro le misure di austerità, i due maggiori sindacati del Paese hanno proclamato uno sciopero generale per martedì.
Il governo greco sta negoziando da settimane la definizione di un programma di aggiustamento strutturale del Paese in cambio di un prestito di almeno 130 miliardi di euro, dopo quello da 110 miliardi ricevuto nel maggio 2010 dalla troika contro la bancarotta. L'incontrò riprenderà oggi, stando a quanto hanno riferito i leader politici.
Il segretario generale del Gsee, Iannis Panagopoulos, principale sindacato del comparto privato ellenico, al termine di una riunione con i rappresentanti dell'Adedy, sigla del settore pubblico, ha definito il pacchetto di misure di austerità come "la cronaca di una morte annunciata". "L'obiettivo è abbattere il diritto del lavoro e tagliare i salari del 20-30 per cento", ha spiegato.