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Per il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi «la crisi ha peggiorato le prospettive della finanza pubblica. Per questo non è più rinviabile un duraturo riequilibrio dei conti pubblici. Data l'elevata pressione fiscale, è inevitabile un significativo contenimento della spesa», ha sottolineato Draghi. In particolare, calcola il governatore, la correzione necessaria per raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014 come previsto nel Def del Governo, se «effettuata solo dal lato delle spese, implica una loro riduzione del 7 per cento in termini reali». Un risultato, osserva Draghi, «conseguibile solo se vi concorreranno tutte le principali voci». Nel suo intervento Draghi ha parlato di crescita il cui ritmo «da vari anni è insoddisfacente e si riflette in redditi stagnanti, problemi occupazionali, maggiori difficoltà a gestire la finanza pubblica.