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Oltre la metà degli infortuni e delle malattie professionali che provocano invalidità permanente o morte riguardano persone con meno di 40 anni. Il 75% di queste invalidità è accertato entro il terzo grado e tale percentuale sale fino all'88% nel caso degli infortuni coperti da Rc Auto. Per questo genere di infortuni, la Lombardia è la regione con il primato termini assoluti (il 13,5% del totale), ma la frequenza più alta è quella delle Marche, dove se ne verificano 168 ogni 10mila residenti. Questi, in sintesi, alcuni dei principali approfondimenti (su dati 2010) contenuti nel nuovo Rapporto statistico del Casellario centrale infortuni diffusi dall'Inail.
Il Rapporto statistico 2012 del Casellario prende in considerazione l'andamento infortunistico nel quinquennio 2007-2011, concentrando l'attenzione sul 2010, l'ultimo anno per cui sono disponibili dati sufficientemente consolidati, nel corso del quale sono avvenuti complessivamente 730.762 infortuni con conseguenze gravemente invalidati e mortali. Dal punto di vista assicurativo, si tratta di infortuni coperti da Rc Auto per il 66,3% dei casi, da assicurazioni facoltative per il 18,1% e da assicurazioni obbligatorie per infortuni sul lavoro e malattie professionali per il rimanente 15,6%.
Il 75% degli infortuni complessivi e delle malattie professionali occorre a persone di età compresa tra i 18 e i 53 anni: il 24% nella fascia da 18 a 29 anni e il 27% dai 30 ai 41. Gli infortuni da Rc Auto sono allineati con il dato complessivo: infatti nella fascia tra i 18 e i 29 anni si concentra il 30% degli infortunati. Nel complesso degli infortuni, la principale sede della lesione è il collo (55% dei casi), mentre i singoli arti si dividono in parti più o meno eguali il 30%. L'incidenza del collo come sede della lesione sale al 72% negli infortuni da Rc Auto, generalmente a causa del 'colpo di frusta'. Per gli infortuni lavorativi, invece, il collo rappresenta la sede che registra la minore incidenza (8%), mentre oltre il 35% dei casi riguardano gli arti superiori.
Dal punto di vista della distribuzione geografica, dopo la Lombardia, le regioni con il più alto numero di infortuni in valore assoluto sono il Lazio (10,3%), l'Emilia Romagna (9%), la Campania e la Toscana (8,5%). Nel Nord Italia si concentra il 42% dei casi, seguito dal Mezzogiorno (34%) e dal Centro (24%). La distribuzione degli infortuni della componente dominante della Rc Auto rispecchiano il dato complessivo, mentre quelli da assicurazioni facoltative e quelli lavorativi sono riscontrati soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, e in particolare in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
Molto significativo è il dato sulla frequenza relativa di infortuni complessivi per 10mila residenti che, a livello nazionale, è pari a 117. Le regioni con il valore più alto sono le Marche (168), la Toscana (161), l'Umbria (145) e l'Emilia Romagna (144). Più in generale, il Centro, con un valore pari a 145, occupa il poco invidiabile primo posto nella classifica della frequenza relativa, mentre il Nord-Ovest risulta l'area geografica con la frequenza minore.
Per quanto riguarda la Rc Auto, dai dati emerge una forte concentrazione al Centro-Sud, confermata anche dall'indicatore di frequenza che rapporta gli infortuni al numero di veicoli circolanti. Con riferimento al 2010, il valore medio nazionale di 99 infortuni con danni permanenti su 10mila veicoli circolanti, è compreso tra il 169 della Puglia e il 23 della Valle d'Aosta.