22 novembre 2012
22 novembre 2012

Intesa su produttività senza Cgil

11:30 - Governo conferma risorse

Le parti sociali, Cgil esclusa, hanno firmato l'accordo per la produttività, che dà più peso alla contrattazione di secondo livello. E il governo, auspicando comunque la firma in un secondo tempo del sindacato di Corso d'Italia, conferma le risorse stanziate per "la riduzione del cuneo fiscale del salario di produttività", evidenziando come la modernizzazione della contrattazione sia "di cruciale importanza nell'agenda di governo del Paese", e dicendosi "convinto che l'intesa rappresenti un passo importante per il rilancio dell'economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale".
In una lunga nota, Palazzo Chigi riassume i punti principali dell'intesa, mettendone in evidenza le principali conseguenze per le relazioni industriali.
- Attribuisce alla contrattazione collettiva nazionale, la cui funzione è quella di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori rientranti nel settore di applicazione del contratto, l'obiettivo mirato di tutelare il potere di acquisto dei salari assicurando che la dinamica degli effetti economici, superata ogni forma di automatica indicizzazione, nei limiti fissati dai principi vigenti sia sempre coerente con le tendenze generali dell'economica, del mercato del lavoro, del raffronto competitivo internazionale e degli andamenti specifici del settore;
- valorizza la contrattazione di secondo livello affidandole una quota degli aumenti economici eventualmente disposti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali con l'obiettivo di sostenere, negli specifici contesti produttivi, efficaci e mirate misure di incremento della produttività;
- consente di adeguare la regolamentazione contrattuale dei rapporti di lavoro alle esigenze degli specifici contesti produttivi di riferimento, anche con riguardo alle materie che possono incidere positivamente sulla crescita della produttività quali gli istituti contrattuali che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro;
- contiene, tra l'altro, l'esplicito impegno delle Parti firmatarie ad affrontare in sede di contrattazione, in via prioritaria, le tematiche relative all'equivalenza delle mansioni, all'organizzazione del lavoro, all'orario di lavoro ed alla sua distribuzione flessibile, all'impiego di nuove tecnologie; conferma la volontà, condivisa dal Governo, di individuare soluzioni che, in una logica di ''solidarietà intergenerazionale'', agevolino la transizione dal lavoro alla pensione;
-Crea il presupposto perchè vengano introdotte, nell'ambito della legislazione vigente e nei limiti delle risorse disponibili, stabili e certe misure di defiscalizzazione del salario di produttività finalizzate ad incoraggiare selettivamente le intese che siano concretamente idonee, negli specifici contesti produttivi di riferimento, a sostenere l'incremento della produttività intervenendo in via prioritaria nelle materie già individuate tra le Parti firmatarie;
- permette pertanto alla contrattazione di secondo livello di incrementare i salari netti percepiti dai lavoratori facendo scattare le misure di defiscalizzazione per le quote di incrementi salariali che verranno concretamente legate, negli specifici contesti produttivi, all'incremento della produttività; individua nel termine del 31 dicembre 2012 la data entro la quale le Parti firmatarie dell'accordo interconfederale 28 giugno 2011 completeranno il quadro delle nuove regole in materia di rappresentanza, con ciò dando auspicabilmente vita ad un sistema di relazioni industriali più stabile ed efficace.

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