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Saranno 24 milioni gli italiani che subiranno il ritorno dell'Irpef sulla prima casa. Un aggravio pesante che ha ieri ha provocato una dura presa di posizione del Pd che con il responsabile economico Stefano Fassina ha giudicato la norma che riporta l'Irpef sull'abitazione principale "iniqua e regressiva" e che ha puntato l'indice anche sugli altri appesantimenti della norma taglia-agevolazioni fiscali a cominciare dalla tassazione dei contributi pensionistici e sociali obbligatori che rischierebbero di essere oggetto di una doppia imposizione.
Altolà anche in casa leghista: "No ai tagli lineari, al momento della applicazione della "clausola di salvaguardia" bisognerà fare una attenta valutazione delle agevolazioni e intervenire tutelando quelle a favore di casa, famiglia e giovani", dice Paolo Franco (Lega), vice presidente della commissione bicamerale per il federalismo fiscale.
Il disagio per l'appesantimento della tassazione sulla casa, che costringerà i proprietari a pagare le tasse sul 20 per cento del valore catastale, accomuna Confedilizia e Sunia. "La manovra è un massacro", denuncia il sindacato degli inquilini che, oltre a temere per il ritorno dell'Irpef sulla prima casa, denuncia i rischi per le agevolazioni fiscali previste per chi vive in affitto.