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Italia in recessione, con il Pil in discesa, e consumi delle famiglie al palo. Lo ha rilevato l'Istat mentre l'Ocse ha confermato che il nostro Paese è quello in cui il superindice economico, ad aprile, ha registrato il calo mensile più forte tra i Paesi avanzati: meno 0,18 per cento.
L'Istat ha fatto sapere che, nel primo trimestre, il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è calato dello 0,8% sul trimestre precedente e dell'1,4% rispetto al primo trimestre del 2011 (rivisto al ribasso dall'1,3% della stima preliminare). Si tratta del calo peggiore dal primo trimestre del 2009, quando la contrazione sul trimestre precedente era stata del 3,5%. Per l'andamento del Pil, 'Italia è il fanalino di coda nell'eurozona e rispetto agli Stati Uniti e al Giappone dove è aumentato, rispettivamente, dello 0,5% e dell'1%.
Per quanto riguarda la spesa delle famiglie sul territorio nazionale nel primo trimestre, ha registrato una riduzione del 2,4% su base annua e dell'1% sui tre mesi precedenti. Gli acquisti di beni durevoli, come elettrodomestici e auto, hanno subito un vero e proprio crollo: su base annua sono scesi dell'11,8%. Male anche la spesa di beni non durevoli che è calata del 2,3%, mentre gli acquisti di servizi dono diminuiti dello 0,2%.
Intanto l'Ocse ha avvertito che il superindice economico è quasi al palo ad aprile nella media dei Paesi avanzati, a riflesso di un proseguimento di dinamiche divergenti. Stati Uniti, Giappone e Russia hanno registrato miglioramenti, laddove in Francia e Italia l'indagine continua a segnalare debolezza, mentre in Germania, Canada, Gran Bretagna e media dell'area euro il superindice segna valori che restano inferiori alle tendenze di lungo periodo. Sull'insieme dell'area Ocse ad aprile il Composite leading indicator ha registrato un progresso quasi nullo dal mese precedente, più 0,02 per cento, mentre nel confronto su base annua è rimasto negativo per lo 0,47 per cento.
Sull'Italia il superindice ha registrato il calo mensile più forte tra i paesi Ocse elencati: meno 0,18 per cento, secondo le tabelle pubblicate con un comunicato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. La flessione su base annua è stata del 2,53 per cento, ma in questo caso un calo più forte è il meno 2,67 per cento della Germania, che su base mensile ha invece segnato un più 0,02 per cento. Sulla Francia il superindice ha registrato meno 0,04 per cento su mese e meno 1,32 per cento su anno, sull'area euro rispettivamente meno 0,03 per cento e meno 1,83 per cento.
In assoluto però la flessione mensile più forte è il meno 0,26 per cento registrato dal superindice sulla Cina, con un meno 1,88 per cento su base annua. Come le altre nuove grandi economie globali - Brasile, India e Russia - la Cina viene monitorata in questa indagine anche se non aderisce all'Ocse. Nelle passate settimane i mercati mondiali avevano risentito debolezze anche a seguito dei timori di rallentamento della crescita nel Dragone, che ora trovano riscontri in questa indagine.