29 aprile 2011
29 aprile 2011

La Corte di giustizia Ue “bacchetta” nuovamente l’Italia

11:37 - Il reato di clandestinità è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri.

Con la sentenza C – 61/11, la Corte di giustizia Ue dice “no” al reato di clandestinità, introdotto nell’ordinamento italiano nel 2008 nell’ambito del pacchetto sicurezza, poiché in contrasto con la direttiva 2008/115/Ce sui rimpatri dei clandestini (che oltretutto non è stata trasposta nell’ordinamento giuridico italiano). Nella sentenza la Corte rileva che gli Stati membri “ non possono applicare una normativa, sia pure di diritto penale, tale da compromettere la realizzazione degli obiettivi perseguiti da una direttiva e da privare quest’ultima del suo effetto utile”. Non possono pertanto applicare regole più severe di quelle stabilite da una direttiva comunitaria.
In conseguenza di ciò, il giudice nazionale “dovrà quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva (….) e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri”.

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