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L'economia italiana ha superato la fase di profonda recessione innescata dalla crisi globale e sembra impostata per un graduale ripresa. La forza di questa ripresa però è incerta: sarebbe saggio prevedere una crescita lenta come visto nel decennio prima della crisi. Quindi, la priorità restano le riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita, mantenendo un quadro stabile di bilancio orientato al consolidamento, come adeguatamente perseguito durante la crisi. Tale politica può sostenere la fiducia nella finanza pubblica italiana di fronte al grande stock di debito pubblico, a sua volta aiutare per sostenere il sistema finanziario, la cui salute è fondamentale per la ripresa.
La politica fiscale deve puntare a un risanamento a breve termine e la sostenibilità a lungo termine. L'Italia ha ora un quadro soddisfacente per la pianificazione della spesa complessiva e ricavi nell'arco di tre anni e sarà sottoposti a test nel corso degli anni 2011-13. L'obiettivo del governo è di ridurre il disavanzo complessivo inferiore al 3% del PIL entro il 2012. Piani enfatizzano il contenimento della spesa, ma i risultati per alcuni componenti - un blocco dei salari del settore pubblico, tagli dei trasferimenti alle regioni e sul fronte della lottra all'evasione - sono incerti. Se si dovesse verificare un deragliamento dei conti, occorrerebbe operare ulteriori tagli alla spesa e una possibile azione fiscale, cominciando con l'ampliamento della base imponibile.
Due decenni di riforme delle pensioni hanno dato un contributo fondamentale alle sostenibilità a lungo termine.