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Su 250.000 aziende complessivamente ispezionate nel corso del 2011, il 61% e' risultato non in regola e sono stati individuati circa 278.000 lavoratori irregolari, di cui 117.955 (il 38%) totalmente in nero. Sono alcuni dei risultati dell'attivita' di vigilanza svolta dalle strutture ispettive del Ministero del Lavoro e degli Enti previdenziali (INPS, INAIL, ENPALS). L'attivita' ispettiva, svolta su un campione di poco superiore al 10% dei circa 2 milioni di aziende censite dagli Enti previdenziali, ha portato ad un recupero di 1 miliardo 225 milioni per contributi e premi evasi: in particolare l'INPS ne ha accertati 981 milioni, il Ministero del Lavoro 165 milioni e l'INAIL 56 milioni. I lavoratori in nero sono diminuiti rispetto all'anno precedente, in cui erano 151.000, e cio' e' dovuto alla restrizione del campo di applicazione della normativa sanzionatoria che riguarda solo il lavoro subordinato, alla contrazione occupazionale che inevitabilmente incide anche sul sommerso ed al notevolissimo incremento che hanno avuto, specie nelle regioni del Nord, le forme di lavoro flessibile. In particolare sono aumentati i contratti di lavoro intermittente (passati da 211.000 del 2009 ai 522.000 del 2010) e il lavoro occasionale accessorio, come si desume dall'aumento dei voucher venduti, che sono saliti negli stessi anni da oltre 2 milioni a piu' di 11 milioni. Sono dati che secondo il Ministero fanno desumere uno spostamento del fenomeno del lavoro irregolare dal "totalmente in nero" a situazioni elusive e simulatorie di rapporti di lavoro subordinato. Gli ispettori hanno adottato 8.564 provvedimenti di sospensione dell'attivita' imprenditoriale, di cui 3.094 nei pubblici esercizi, 2.396 nell'edilizia, 1.196 nel commercio, il che conferma, come nota il Ministero, che il settore terziario e' quello maggiormente a rischio di lavoro sommerso sia per il tipo di attivita' svolta che per le modalita' di effettuazione della prestazione lavorativa. I provvedimenti sono relativi all'impiego di personale non risultante dalle scritture obbligatorie (tra questo personale sono risultati presenti 786 clandestini, impiegati prevalentemente nell'industria, nell'edilizia e nell'artigianato) ed alla reiterata violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro (su 36 casi, 35 si sono verificati nell'edilizia). Per quanto riguarda infine gli appalti illeciti e la somministrazione illecita di manodopera, le violazioni riscontrate sono 18.311 con un aumento del 15% rispetto all'anno precedente, come risultato del decentramento produttivo da parte delle aziende che esternalizzano parte dell'attivita' anche in violazione della normativa vigente.