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"Gli anni che abbiamo alle spalle sono anni di divisione sindacale sui modelli contrattuali. E non è che ci fossero delle sfumature. La rottura è avvenuta sull'idea che si ha del lavoro nella crisi". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo all'assemblea Fillea, ricordando che "la rottura sindacale nel 2009 come le rotture che poi sono seguite nei meccanici e nei pubblici, come quelle seguite nel rapporto con il governo, che è andato a definire attraverso l'articolo 8 una sua idea delle contrattazione e delle deroghe".
"La rottura che è intervenuta - ha precisato - è proprio sull'idea che si ha del lavoro nella crisi". Camusso ha infatti detto che il dissenso era sul fatto che per alcuni era "pensabile che siccome c'è la crisi il lavoro non deve più avere delle condizioni, dei diritti, delle tutele, il riconoscimento democratico e le relative retribuzioni oltre che valutazioni professionali e organizzative".
"Bisogna cominciare a dire - rimarca Camusso - che cosa ha significato per il nostro Paese il fatto che da più di 15 anni non ci siano investimenti privati e i profitti che sono stati fatti nel ciclo positivo sono andati tutti in finanza, nel gioco in Borsa e nel tentativo di costruire il denaro che dava denaro invece che investire sulla produzione e sulla qualità delle imprese".
"Non si può programmare la povertà, il prossimo governo, che non dovrà essere lontanissimo, dovrà mettere mano alle pensioni". Lo ha detto il segretario generale della Cgil parlando con i giornalisti al termine dell'assemblea nazionale dei quadri e delegati Fillea Cgil.
Nel suo intervento all'assemblea, a proposito delle pensioni, Camusso aveva avvertito: "Non abbiamo mai detto che la partita delle pensioni è chiusa". Secondo il segretario generale della Cgil nella recente riforma "conta solo quanti contributi ogni singolo mette, non c'è l'elemento solidale. Bisogna mettere la relazione tra il lavoro, il tempo che passi a lavorare e come vai in pensione".
"Penso che le agenzie di rating siano una delle ragioni di una finanza sregolata che ha portato alla grande crisi finanziaria" ha concluso Susanna Camusso parlando con i giornalisti. Secondo Camusso le agenzie di rating "senza riformarle bisogna prenderle con cautela".