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Certamente la riforma del lavoro provoca "disaccordi e accese discussioni", ma secondo Mario Monti "la maggioranza degli italiani la ritiene "necessaria". Il premier a Tokyo ha detto che "questo governo sta godendo di grande consenso nell'opinione pubblica, mentre i partiti no" e ha ribadito che "noi dobbiamo essere una breve eccezione e la vita politica deve andare avanti: quando i partiti torneranno dopo questa esperienza, credono debbano essere diversi, più coscienti di dove sono e del fatto che ci sia una richiesta di governance da parte dei cittadini italiani".
Per il Giappone, ha proseguito Monti, l'Italia "non è più un fattore di crisi, occorre continuare a fare le politiche che Europa e Italia stanno facendo e occorre spiegarsi meglio, fare capire a loro dove sono i progressi. I giapponesi hanno dei dubbi sul superamento della crisi nell'eurozona, vedono l'Italia non più come fattore di crisi, vedono ancora tutto il portato che le nostre riforme strutturali possono avere in termini di maggiore appeal per gli investimenti asiatici e giapponesi".
In Europa "in questo momento c'è più disciplina da parte degli Stati membri, per l'Italia il consolidamento del bilancio è stato affrontato", ha concluso Monti elencando quanto fatto dal governo con i provvedimenti di riforma "delle pensioni e anche la competitività e le liberalizzazioni" che hanno avuto l'ok del governo e del parlamento. "Il quarto grande tema è il libero mercato. Il governo ha creato un decreto e il parlamento lo considererà spero presto".