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La paura della recessione frena i mercati del Vecchio Continente, mentre lo spread sale e la moneta unica europea si attesta debole. In una giornata incerta in cui l'eurozona arranca sotto i colpi della crisi, la Spagna annuncia il taglio delle tredicesime per gli statali. La riforma della pubblica amministrazione, illustrata oggi in Parlamento dal premier Mariano Rajoy, permetterà di tagliare 3,5 miliardi di euro di spesa, nel quadro della politica di rigore imposta dall'Unione Euroepea. Il provvedimento prevede una riduzione del numero degli enti pubblici e una diminuzione del 30% del numero dei consiglieri comunali, mentre verrà cancellata, appunto, una parte della tredicesima del 2012 dei funzionari pubblici.
Rajoy ha inoltre annunciato un aumento dell'Iva che passerà dal 18% al 21% (e dall'8% al 10% nell'aliquota più bassa), ad esclusione dei generi di prima necessità sulla quale rimarrà del 4%.
Il premier è intervenuto in Parlamento per illustrare l'accordo con l'Ue sul salvataggio delle banche e le relative riforme chieste da Bruxelles in cambio degli aiuti e della proroga di un anno sul raggiungimento degli obbiettivi di riduzione del debito.
Sul versante dei mercati resta una grande incertezza. Piazza Affari apre in territorio negativo. L'indice Ftse Mib registra un calo dello 0,59% a 13.785 punti, mentre l'All Share perde lo 0,52% a 14.747 punti. Apertura in ribasso anche per le altre principali Borse europee. A Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,48%. A Parigi il Cac 40 cede lo 0,93%. A Francoforte il Dax 30 perde lo 0,79%.
Intanto lo spread tra i Btp decennali e i corrispettivi Bund tedeschi apre in lieve rialzo a 463 punti base contro i 460 della chiusura di ieri sera. Il rendimento dei titoli di Stato italiani è al 5,93%.
L'euro è ancora debole sul dollaro: all'apertura dei principali mercati valutari del vecchio continente la moneta unica europea viene scambiata con il biglietto verde a 1,2264 contro 1,2253 usd di ieri sul mercato di Wall Street.