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''Questa sera a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Mario Monti, assistito dal sottosegretario Antonio Catricala', ha ricevuto il presidente del Pdl Silvio Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano e il dottor Gianni Letta. La riunione e' stata dedicata ad un esame della situazione politica, alle prospettive di modifica della legge elettorale, nonche' alla situazione economica e alla legge di stabilita'''. Questo il comunicato diffuso in serata da Palazzo Chigi alla fine dell'incontro. La riunione, iniziata poco dopo le 21, e' durata 2 ore e 45 minuti e secondo le indiscrezioni avrebbe verificato che anche il Pdl, come il Pd e l'Udc, chiede modifiche non lievi al testo della legge di stabilita', a iniziare dagli aumenti dell'Iva e dai nuovi meccanismi previsti per l'Irpef. Oggi alle 10 il segretario Alfano terra' una conferenza stampa per illustrare le richieste fatte dal Pd al governo. Incuriosisce in particolare il riferimento alla legge elettorale contenuto nel comunicato ufficiale della presidenza del Consiglio a fine colloquio con Berlusconi e Alfano, dal momento che in piu' occasioni Monti ha precisato che la riforma elettorale non fa parte dell'agenda del governo. Oggi, alle 14,30, tocchera' a Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, incontrare il premier Monti per esporre ufficialmente le richieste del suo partito. Ieri il leader del Pd ha polemizzato con il ministro Vittorio Grilli a proposito dell'affermazione fatta in una audizione alla Camera: la legge di stabilita' avrebbe benefici per il 99% delle famiglie italiane. ''Tenere fermi i saldi e' l'obiettivo ma occorre rivedere alcune norme della legge di stabilita''', ha precisato Bersani. La discussione sul provvedimento e' intanto iniziata nelle commissioni economiche della Camera, dove si attendono molti emendamenti da parte di tutti i partiti. Monti segue la linea che aveva annunciato a margine del vertice europeo della settimana scorsa a Bruxelles: ''Siamo aperti a modifiche, a condizione che i saldi restino invariati''. Da qui il ruolo affidato a Grilli, ministro dell'Economia, di studiare insieme agli esperti economici del partiti gli emendamenti al testo con relative coperture. L'accordo, malgrado il negoziato in corso tra governo e partiti di maggioranza, non e' dietro l'angolo. Il governo potrebbe infatti chiedere il voto di fiducia, in caso di mancata intesa, sfidando Pdl, Pd e Udc ad aprire la crisi di governo a pochi mesi dalle elezioni politiche previste in primavera. I partiti di maggioranza, proprio per la scadenza elettorale alle porte, fanno pero' fatica a chiedere nuovi sacrifici al proprio elettorato mentre con ci sono sintomi di ripresa dell'economia. Alfano, ad esempio, ribadisce la volonta' di apportare delle modifiche importanti alla legge di stabilita': ''Non e' possibile che ci siano detrazioni eliminate retroattivamente come quelle sui mutui, cosi' come siamo contrarissimi all'aumento dell'Iva''. Bersani ha piu' volte dichiarato il voto contrario, se non verranno accolti alcuni suggerimenti di modifica: ''Non saremo in grado di votare cosi' come sono le norme sulla scuola. Sulla legge di stabilita' servono modifiche significative''. Da L'Aja, dove e' in visita ufficiale, il presidente Giorgio Napolitano prende posizione a sostegno dell'azione di governo nel corso dell' incontro con la comunita' italiana in Olanda: ''L'Italia ha compiuto scelte difficili e severe, che nessuno puo' disconoscere, e che ci hanno portato a dare un contributo decisivo alla costruzione dell'Europa per il superamento della fase critica e il rilancio dell'economia''. In una intervista al quotidiano olandese ''Nrc Handelsblad'', Napolitano ha inoltre ribadito: ''Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi dodici mesi per poi buttarne via i benefici. Se cambiassimo rotta adesso, a che pro sacrifici, tasse e riforme?''. Nel corso del colloquio con il quotidiano, il capo dello Stato ha fatto riferimento anche al dopo Monti: ''Il voto e' un esercizio fondamentale di democrazia che non puo' essere certo eluso. Il risultato elettorale e' sempre e dovunque circondato da incognite. Dobbiamo avere fiducia nella saggezza dei nostri cittadini''. Nell'agenda di fine legislatura del governo non c'e' solo la legge di stabilita'. L'esecutivo vorrebbe infatti modificare il disegno di legge costituzionale del titolo Quinto in modo da togliere alle Regioni la competenza su energia, infrastrutture e trasporti. Monti auspicherebbe che due delle quattro letture previste dalle Camere potessero esserci prima dello scioglimento del Parlamento. Alla Camera si attende per l'approvazione definitiva il ddl anticorruzione gia' votato da Palazzo Madama. Paola Severino, ministro della Giustizia, ha annunciato nuovi provvedimenti sullo stesso tema, a iniziare dal ripristino del reato di falso in bilancio.