1 marzo 2012
1 marzo 2012

Liberalizzazioni, dal Senato via libera al dl

17:30 - In attesa l'esame della Camera

Via libera del Senato al decreto legge liberalizzazioni. Con 237 voti favorevoli, 33 voti contrari e 2 astenuti l'assemblea ha dato il via libera al provvedimento, che passa alla Camera per la seconda lettura.
Il governo aveva posto la fiducia sul maxiemendamento scatenando la reazione dell'Abi con la dimissione dei vertici, contro la norma, contenuta nel dl, che vieta le clausole sulle commissioni per le linee di credito concesse dalle banche.
Stando a quanto afferma il relatore del Pd Filippo Bubbico tuttavia, ''il governo non ha voluto cambiare nulla del testo uscito dalla commissione Industria del Senato'', ma per quanto riguarda la norma in questione ''so della volontà dell'esecutivo di trovare una soluzione nel decreto legge sulle semplificazioni all'esame della Camera''. In quella sede al testo dovrebbe essere aggiunta una frase che renderebbe applicabile la norma solo agli istituti di credito che non si adeguano alle regole sulla trasparenza.
Intanto il Pd si schiera con le banche: la norma "deve essere corretta" e su questo "il governo deve pronunciarsi", afferma il segretario Pier Luigi Bersani.
E l'intervento del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera non tarda ad arrivare. L'annuncio delle dimissioni del comitato di presidenza dell'Abi ''è un sintomo del grande disagio del settore bancario, che è vicino all'economia del Paese'', afferma a margine del voto del Senato. Quanto alla possibilità di cambiare le norme contenute nel provvedimento Passera dice: ''Non lo so, questo è Monti che deve decidere nel caso''.
Un segnale di apertura arriva intanto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà che fa sapere che se il Parlamento vorrà modificare le norme che interessano le banche ''il governo non si metterà di traverso. Però deve essere un'iniziativa parlamentare condivisa da tutte le parti politiche che ci sostengono'', afferma.
Il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri sulla questione sottolinea che "il nostro gruppo è estraneo all'emendamento che ha portato alle dimissioni della presidenza dell'Abi" ma aggiunge che le banche che hanno ottenuto prestiti dalla Bce, prestino quei soldi "alle famiglie che ne hanno bisogno".

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