1 marzo 2012
1 marzo 2012

Liberalizzazioni, il governo pone la fiducia

17:05 - Monti: "Seguiremo il dibattito ma il decreto rispetti gli obiettivi".

Il governo pone la fiducia al Senato sul maxiemendamento al decreto sulle liberalizzazioni. L'annuncio è stato dato in aula dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.
Stando a quanto afferma il relatore del Pd Filippo Bubbico ''il governo non ha voluto cambiare nulla del testo uscito dalla commissione Industria del Senato, ma per quanto riguarda la norma sulle clausole delle commissioni per le linee di credito concesse dalle banche che ha scatenato la reazione dell'Abi ''so della volontà dell'esecutivo di trovare una soluzione nel decreto legge sulle semplificazioni all'esame della Camera''. In quella sede al testo dovrebbe essere aggiunta una frase che renderebbe applicabile la norma solo agli istituti di credito che non si adeguano alle regole sulla trasparenza.
Intanto il Pd si schiera con le banche: la norma "deve essere corretta" e su questo "il governo deve pronunciarsi", afferma il segretario Pier Luigi Bersani.
E l'intervento del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera non tarda ad arrivare. L'annuncio delle dimissioni del comitato di presidenza dell'Abi ''è un sintomo del grande disagio del settore bancario, che è vicino all'economia del Paese'', afferma a margine del voto del Senato. Quanto alla possibilità di cambiare le norme contenute nel provvedimento Passera dice: ''Non lo so, questo è Monti che deve decidere nel caso''.
Ma intanto un segnale di apertura arriva dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà che fa sapere che se il Parlamento vorrà modificare le norme che interessano le banche ''il governo non si metterà di traverso. Però deve essere un'iniziativa parlamentare condivisa da tutte le parti politiche che ci sostengono'', afferma.
Soddisfatto intanto per il lavoro svolto fin qui, il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri che nella sua dichiarazione di voto sottolinea che a Palazzo Madama si è lavorato "non al servizio di lobby ma nell'interesse della democrazia". "Tra un fattorino che viene mandato a palazzo Madama e un sindacalista che pone veti, il secondo è più grave" ha aggiunto, difendendo il "confronto trasparente" con i rappresentanti delle categorie e delle professioni. Gasparri ha sottolineato che "il nostro gruppo è estraneo all'emendamento che ha portato alle dimissioni della presidenza dell'Abi" ma ha aggiunto che le banche che hanno ottenuto prestiti dalla Bce, prestino quei soldi "alle famiglie che ne hanno bisogno". Il capogruppo ha ribadito, comunque, che la "vera liberalizzazione comincia dal mercato del lavoro, non per licenziare ma per assumere e non delocalizzare".

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