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La maggioranza voterà oggi alla Camera il disegno di legge lavoro e due distinte mozioni di sostegno al premier Mario Monti, in partenza per il Consiglio europeo con un corposo pacchetto di ricette salva-crisi, ma se i risultati del vertice non risponderanno alle aspettative dei partiti, dalla prossima settimana l'esecutivo potrebbe subire un rallentamento nella sua azione riformatrice.
A Montecitorio questa sera vanno in scena le mozioni di indirizzo al governo in vista del summit di Bruxelles, in calendario domani e dopo, ma che Monti ha promesso al Parlamento di trascinare ad oltranza, pur di ottenere un risultato tangibile su crescita economica e misure per ristabilire la fiducia dei mercati nell'euro.
Pd, Udc e Fli si presentano alla fine con una mozione unica, mentre il Pdl ha insistito nel mettere ai voti il suo testo, pur garantendo che dirà sì anche a quello degli altri, secondo il rito del "voto incrociato".
"Il nostro appoggio a Monti non è in discussione", ha detto l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini del Pdl. Il capogruppo del partito alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha spiegato che più mozioni danno una migliore fotografia del "pluralismo" della maggioranza e ha accusato Pd e centristi di voler costruire "una maggioranza nella maggioranza" - un richiamo all'apertura di Pierferdinando Casini ad un'alleanza con i progressisti in vista delle prossime elezioni.
Numerosi esponenti di Udc e Pd rispondono che un'unica mozione avrebbe dato al governo un appoggio più forte in Europa.
Fin qui le schermaglie politiche. Certo è che oggi il governo incassa il sì definitivo al ddl sul mercato del lavoro prima del Consiglio Ue, proprio come aveva chiesto, e, tramite le mozioni, un incoraggiamento a lanciare le sue proposte anti-crisi in Europa.
Ma il carnet di misure su crescita e integrazione europea, eurobond e scudo anti-spread che la maggioranza mette in mano al premier è davvero corposo e difficilmente potrà trovare in ogni suo punto soddisfazione al vertice di Bruxelles e non certo per un difetto di volontà di Monti.
La stessa cancelliera Angela Merkel ha invitato tutti a non farsi eccessive illusioni sull'azione taumaturgica del consiglio europeo.