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Mentre diminuiscono progressivamente gli infortuni sul lavoro, continua al contrario la crescita delle malattie professionali che nel 2010 hanno registrato oltre 42.000 casi e che hanno segnato negli ultimi 5 anni un aumento del 58%. Come rilevano i dati INAIL, il fenomeno è il risultato congiunto di una serie di fattori: da una parte, l'aggravamento del rischio, e dall'altra una maggiore attenzione a queste patologie da parte dei lavoratori e dei medici di famiglia e soprattutto la presunzione legale di origine professionale di numerose malattie.
Quest'ultimo fattore in particolare, che ha esonerato i lavoratori dall'onere di provare l'origine professionale, ha giocato un ruolo decisivo nell'aumento esponenziale delle patologie muscolo scheletriche che nel 2010 rappresentano il 60% di tutte le denunce presentate all'INAIL.
Sopra i 6.000 casi si collocano le ipoacusie da rumore che rimangono sostanzialmente stabili nel tempo mentre tendono a crescere le malattie da asbesto e i tumori. Per quanto riguarda i settori di attività, le malattie professionali nell'Industria e Servizi hanno toccato le 35.500 denunce (17% in piu' del 2009): 9.400 nel Nord Est, 9.000 nel Centro, 7.700 nel Sud. Prevalenti le malattie muscolo scheletriche, le ipoacusie e le malattie respiratorie.
Nel settore dell'agricoltura, le denunce sono state 6.300, con un aumento del 63% rispetto al 2009. Il Sud detiene il primato con 3.000 casi, seguono il Centro con 1.200 e il Nord Est con 1.000. Preponderanti anche in questo settore le patologie delle ossa e dei muscoli, le ipoacusie e le malattie dell'apparato respiratorio.