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In attesa dell'arrivo al Senato della manovra finanziaria da 45.5 miliardi di euro, le acque della politica continuano ad essere agitate. I nodi principali sui quali si registrano gli scontri più duri sono le pensioni e i tagli agli Enti locali, con la Lega pronta alle barricate per difendere le prime e rivedere i secondi. E nel Pdl si sprecano gli inviti alla mediazione e alla ragionevolezza. Ultimo, in ordine di tempo, il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano. "Anche la Lega deve comprendere che la situazione internazionale e la conformazione del nostro paese è profondamente cambiata. Parlare di riforma delle pensioni non può pertanto essere un tabù".
Il Pdl. Angelino Alfano, che ieri aveva offerto alla Lega la possibilità di modificare l'entità dei tagli agli Enti locali in cambio di una maggiore disponibilità da parte del Carroccio di rivedere le pensioni, ha indetto una riunione dei capigruppo del Pdl per mercoledì alle sette di sera. Oggetto: l'esame della manovra economica, che avrà un probabile iter parlamentare di circa due settimane, con Gasparri, Cicchitto, Quagliariello e Corsaro.
La Lega. Anche la Lega Nord si riunisce, ma lo fa oggi. Il leader del Carroccio, Umberto Bossi, è appena arrivato nella sede del partito di via Bellerio per la riunione sulle modifiche e gli emendamenti da proporre alla manovra. Oltre a Bossi, tra gli altri, ci sono anche Roberto Calderoli e Roberto Maroni, il più critico riguardo alla scure che si dovrebbe abbattere sugli enti locali.