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Napolitano lancia un messaggio chiaro: nessuna fiducia ma dialogo per lavorare a un confronto aperto in Parlamento. Il vincolo imposto dal Quirinale si incunea nella rottura tra Berlusconi e Tremonti nel merito della norma salva. Nella ricerca della paternità del codicillo della discordia si è consumata un'altra frattura all'interno della maggioranza con Berlusconi che è stato costretto a ritirare la clausola 'ad èersonam' e Tremonti cheindica 'Palazzo Chigi' luogo nel quale si sarebbe consumato il misfatto che ha messo nell'imbarazzo un pò tutti, Lega in testa che avrebbe posto l'out-out al premier.
Il ministro dell'Economia tenta di liquidare la spinosa questione con una battuta (''Vi do' il cellulare di Letta, chiedete a lui''), che in molti nel Pdl hanno letto come il tentativo di scaricare ogni responsabilita' sull'uomo più vicino a Berlusconi. La verità è che la rabbia del Pdl verso il titolare del Tesoro cresce di ora in ora e l'input (che secondo alcuni esponenti della maggioranza arriverebbe direttamente da Palazzo Grazioli) sarebbe quello di far emergere che Tremonti deve essere considerato l'unico 'padre' e quindi il responsabile di una manovra ''devastante'', mettendolo nell'angolo e cercando di ottenere, gia' in commissione al Senato, modifiche che rendano piu' potabile il decreto.