1 luglio 2011
1 luglio 2011

Mediazione civile: la nuova disciplina introdotta dal Ministero

8:57 - Circolare del 13 giugno 2011 del Ministero della Giustizia

La recente riforma della mediazione civile introdotta dal Dicastero di Grazia e Giustizia nasce con l’obiettivo di ridurre il flusso in ingresso di nuove cause giudiziarie, per comporre le controversie in modo più semplice e veloce, con tempi e costi certi. La mediazione, svolta da un terzo imparziale, è l’attività professionale di assistenza a due o più soggetti per la composizione di una controversia, o la formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. Il mediatore è un professionista con requisiti di terzietà, prestante la sua attività presso un organismo vigilato dal Ministero. In particolare, dal 21 marzo scorso, 2011 la mediazione è obbligatoria per controversie in materia di diritti reali (distanze nelle costruzioni, usufrutto e servitù di passaggio ecc.); divisione; successioni ereditarie; patti di famiglia; locazione; comodato; affitto di aziende; risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità; contratti assicurativi, bancari e finanziari. Le parti possono scegliere liberamente l’organismo di mediazione. Una volta avviato il procedimento, il mediatore organizza uno o più incontri per comporre amichevolmente la controversia; raggiunto l’accordo, viene omologato dal giudice e diventa esecutivo; in caso di mancato accordo, il mediatore può proporre una risoluzione della lite che le parti possono accettare o meno. Il procedimento di mediazione civile ha una durata massima stabilita dalla legge di 4 mesi. La Circolare del 13 giugno 2011 del Ministero della Giustizia è intervenuta in merito alla nuova disciplina che regola le attività di formatori e mediatori. Il testo precisa che per l’attività di mediatore bisogna essere in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea triennale o essere iscritti ad un ordine o collegio professionale.

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