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''La posizione dei Presidenti delle Regioni contro gli ulteriori tagli apportati alla sanita' da' ragione a chi, come l'Anaao Assomed, ha da subito sostenuto che per questa via viene messa a rischio la sostenibilita' del Ssn. Chi assicurava che tagli di tale misura e tipologia potessero avvenire ad invarianza dei servizi per i cittadini viene chiaramente smentito''. Cosi' in una nota l'associazione dei medici dirigenti Anaao Assomed.
''Un definanziamento superiore al 12% nel prossimo triennio - vi si legge - compromette inevitabilmente quantita' e qualita' dei servizi, anche per la riduzione degli organici conseguente al prolungamento del blocco del turnover al 2015. Il taglio di 20.000 posti letto, che si aggiungono ai 45.000 gia' persi dal 2004 in poi, porta al collasso il sistema dei Pronto Soccorso, trasformati in impropri, e spesso non dignitosi, reparti di degenza in attesa del miracolo di un posto libero.
Senza contare il destino delle liste di attesa e l'azzeramento dei finanziamenti per le fasce sociali deboli''.
Secondo i medici dirigenti, ''si infligge un colpo grave ai principi di universalismo ed equita', propri di un servizio sanitario pubblico e nazionale, orientando la spesa sanitaria, pur inferiore del 40% a quella dei nostri vicini europei, con indicatori di salute nettamente superiori alla media, verso il privato e caricandola sulle tasche dei cittadini.
Tagliare a monte - avvertono - non risolve i problemi e gli sprechi, che pure esistono, necessitano del bisturi e non dell'ascia, di chirurghi e non boscaioli, anche in tempi di emergenza economica''.
''Colpisce pero' - rileva Anaao Assomed - che le Regioni, che pagano anche il prezzo di un eccesso di federalismo sanitario e dei suoi squilibri nonche' della persistenza di aree di immunita' nelle loro organizzazioni sanitarie, continuino a pensare di recuperare sostenibilita' e governo del sistema solo chiudendosi nella ridotta di un regolamento di conti con il Governo. Chiedono di 'potere lavorare insieme' rifiutandosi di lavorare esse stesse per reclutare alla linea della appropriatezza clinica ed organizzativa Medici e Dirigenti sanitari, considerati un mero fattore produttivo, da tagliare prima e piu' degli altri, da tenere ai margini dei processi decisionali, cui negare quella partecipazione che chiedono al Governo.
Ottenere il 'qualche cosa' di cui parla il Ministro della Salute non bastera' a garantire il sistema delle cure che non si salva senza, o contro, chi quelle cure e' chiamato ad erogare a salvaguardia di un bene tutelato dalla Costituzione''.