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Quarantacinquemila giovani occupate in meno nella media dei primi tre trimestri 2011. E' il dato esposto, nella sua relazione agli 'Stati generali sul lavoro delle donne in Italia', in corso al Cnel, a Roma, da Linda Laura Sabbadini, direttore del dipartimento Statistiche sociali e ambientali dell'Istat.
La quota di donne inattive che "non cercano attivamente lavoro, ma sono subito disponibili a lavorare", in Italia, è quasi 4 volte più elevata che in Europa (16,6% rispetto al 4,4%). Sono "donne scoraggiate", ha sottolineato Sabbadini. La distanza, secondo l'Istat, è ancora più forte in confronto ai principali Paesi europei.
Nel 2010 il tasso di occupazione femminile è stato del 46,1% nel nostro Paese, classificatosi così ultimo in Europa, prima di Malta. Il lavoro femminile, in particolare, al Sud scende al 30,5% contro il 56,1% del Nord. "Il territorio più colpito dalla crisi -ha sottolineato Sabbadini- è stato il Sud. Nel Mezzogiorno le donne occupate, come anche gli uomini, sono diminuiti molto di più che al Nord, e quindi le differenze tra le due parti del Paese continuano ad aumentare".