16 novembre 2011
16 novembre 2011

Monti convince parti sociali, per Confindustria ultima chance

16:25 - Il neopremier ha incontrato parti sociali e imprese

Monti convince le parti sociali e incassa la disponibilità di imprese e sindacati per un programma di rigore che rilanci la crescita. Da Confindustria, ma anche da Cgil Cisl Uil e Ugl, infatti, è arrivato un sostanziale via libera ad un'azione di governo che tenti rapidamente di portare il Paese fuori dalla grave crisi economica in corso.
Riforme, dunque, che ciascuno declina e chiede secondo le proprie sensibilità, senza deleghe in bianco, ma che alla fine disegnano un quadro di responsabilità che tutte le parti sociali sono pronte a giocare in cambio di stabilità e crescita. Un atteggiamento ben compreso da Monti che nella serata di ieri ha tributato alle parti sociali un riconoscimento per il "contributo concreto" ai provvedimenti che il governo si appresta ad adottare.
L'importante, per tutti, comunque, è che il nuovo esecutivo faccia presto. "Questo governo è l'ultima chance per tornare a essere credibili", sintetizza il leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, al termine dell'incontro con Monti al quale le imprese hanno girato quel 'manifesto per la crescita' che misero a punto nei mesi scorsi nel tentativo di pressare il governo Berlusconi per una svolta sul fronte dello sviluppo.
Riforma fiscale, riforma delle pensioni, infrastrutture, privatizzazioni e liberalizzazioni: questi i punti caldeggiati ancora ieri dal fronte imprenditoriale, aziende e banche, che prima di sedere nella sala degli specchi di palazzo Giustiniani si è riunito ancora una volta per concordare la linea di "forte e convinto sostegno al presidente incaricato per un governo autorevole". Ma le imprese continuano a guardare alla politica con grande apprensione: "dimostrino senso di responsabilità. Bisogna superare l'emergenza: non pensino ai loro calcoli elettoralistici", si appella ancora Marcegaglia. Ed esclude categoricamente di essere stata interpellata da Monti per una eventuale partecipazione al governo: "per carità, no", chiarisce subito.
Aperture forti al governo Monti anche da Cisl, Uil, Ugl e, nei fatti, anche dalla stessa Cgil. "Non esistono deleghe in bianco", ammonisce il leader della confederazione di Corso Italia, Susanna Camusso che al premier incaricato, di cui apprezza la volontà concertativa, "non era un atto dovuto la nostra consultazione è quindi una scelta precisa di relazioni con le parti sociali", chiede soprattutto "un nuovo patto di cittadinanza per misure all'insegna dell'equità sociale" che parta essenzialmente dalla riforma fiscale, passi per una patrimoniale, e sancisca l'idea che "la crescita parta dal lavoro".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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