20 febbraio 2012
20 febbraio 2012

Monti in Borsa: tira dritto su lavoro e attacca salotti buoni

17:40 - Dopo City e Wall Street oggi incontro investitori a Piazza Affari.

Dopo la City e Wall Street, oggi è stata la volta di Piazza Affari. Il presidente del Consiglio, e ministro dell'Economia, Mario Monti, ha incontrato questa mattina a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, una vasta rappresentanza del mondo industriale e finanziario italiano per parlare del lavoro fin qui svolto dall'esecutivo e dell'agenda futura sia a livello nazionale sia europeo, tirando dritto sulla riforma del mercato del lavoro ("Entro fine marzo con o senza accordo") e non senza un accenno polemico ai cosiddetti 'salotti buoni', tanto cari al gotha della nostra finanza.
Monti, accompagnato dal viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha prima incontrato in forma ristretta una ventina di big, a capo delle principali imprese del nostro Paese, tra cui Franco Bernabè (Telecom), Fulvio Conti (Enel), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Federico Ghizzoni (Unicredit) e Gabriele Galateri (Generali). Un incontro, a porte chiuse, in cui si è fatta, secondo quanto si è appreso, una panoramica complessiva sulla situazione italiana e sull'economia, con focus sulle banche e sul tema della competitività, in primis lavoro e burocrazia. Il premier ha poi parlato davanti a una platea di circa 400 rappresentanti della comunità finanziaria sulla scia di quanto fatto nelle settimane scorse a Londra e New York. "Allenamenti" in vista dell'incontro odierno, ha precisato Monti.
Nell'ex 'sala delle grida' Monti ha iniziato il suo intervento parlando dei problemi del 'nanismo' della nostra Borsa, auspicando la quotazione di un maggior numero di imprese "perchè può dare un contributo fondamentale e duraturo per la crescita economica del Paese, in un momento in cui il credito delle banche alle imprese tende a contrarsi". Dopo aver ribadito che non ci sarà nessuna nuova manovra anche in caso di recessione e che dalla lotta all'evasione arriveranno maggiori sgravi fiscali per i contribuenti "onesti", il premier ha annunciato poi misure di semplificazione fiscale che saranno discusse venerdì prossimo in consiglio dei ministri e ha tirato dritto sulla riforma del lavoro, senza tentennamenti. "Siamo molto fiduciosi che entro il termine che ci siamo dati di fine marzo potremo presentare al parlamento un provvedimemto con l'accordo delle parti sociali - ha detto - Lo presenteremo comunque, speriamo di presentarlo con l'accordo delle parti sociali".
Ma Monti, nel tempio della finanza e replicando a quanti in questi mesi lo hanno additato come amico dei poteri forti e dei banchieri, ha voluto ribadire che non c'è nessuna deferenza del Governo nei confronti delle banche e della finanza, citando la norma sull'incompatibilità dei doppi incarichi nei cda contenuta nel decreto di dicembre e tirando una stoccata anche ai cosiddetti 'salotti buoni'. "Dispiace andare contro la nozione elegante di salotto buono - ha detto - ma pensiamo che qualche volta in passato questo concetto abbia tutelato il bene esistente e impedito un po' la distruzione creatrice schumperteriana, consentendo la sopravvivenza un po' forzata dell'italianita' di alcune aziende, non sempre facendo l'interesse di lungo periodo".

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