13 ottobre 2011
13 ottobre 2011

No al caporalato

12:15 - Nella manovra sono presenti delle misure restrittive volte ad arginare il fenomeno del caporalato.

E' punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ogni lavoratore chiunque svolge attivita' organizzata di intermediazione reclutando manodopera o organizzandone l'attivita' caratterizzata da sfruttamento, con violenza, minaccia o intimidazione e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. La norma, contenuta nella manovra economica e che e' stata approvata indistintamente da tutte le forze politiche, enumera le caratteristiche del lavoro che indicano l'esistenza di sfruttamento: retribuzione sistematicamente difforme dai contratti collettivi o sproporzionata rispetto alla qualita' e quantita' del lavoro; sistematica violazione delle norme in materia di riposi, orario di lavoro, aspettativa obbligatoria, ferie; violazione delle norme in materia di salute e sicurezza in modo da esporre il lavoratore a pericolo per la sua salute e incolumita'; condizioni di lavoro, condizioni di alloggio e metodi di sorveglianza degradanti. Costituisce aggravante specifica la circostanza che i lavoratori siano piu' di tre, che vi sia un minore in eta' non lavorativa, che i lavoratori siano esposti a situazioni di grave pericolo per quanto riguarda il tipo o le condizioni di lavoro. La condanna comporta per le imprese il divieto di concludere contratti di appalto o di fornitura con la P.A. e l'esclusione per due anni da finanziamenti, agevolazioni, contributi anche della UE nel settore in cui e' avvenuto lo sfruttamento.

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