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Il debito pubblico italiano e' tra i piu' elevati dell'area Ocse in percentuale del Pil.
L'obiettivo di pareggio di bilancio strutturale per il 2013 e' da salutare positivamente e il governo deve impegnarsi in maniera decisa per raggiungerlo. Lo evidenzia l'Ocse nel rapporto ''Italia. Dare slancio alla crescita e alla produttivita''', diffuso oggi a Roma, nel capitolo ''Garantire la sostenibilita' fiscale''.
La necessita' di compiere rapidi progressi per ridurre il deficit, prosegue l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ''ha fatto si' che l'aumento delle imposte sia stato finora lo strumento principale di adeguamento fiscale. Tuttavia, la pressione fiscale aggregata in Italia e' la quarta piu' alta tra i paesi Ocse. E' quindi importante nell'adeguamento fiscale dare priorita' ai tagli di spesa. La spesa pubblica, non destinata al pagamento di interessi, in percentuale di Pil e' al di sopra della media Ocse e l'Italia e' al settimo posto nella classifica Ocse per quanto riguarda la spesa sociale. La riforma del sistema pensionistico del 2011 rappresenta un passo fondamentale in questa direzione. Per proseguire su questa scia, occorrera' fare scelte che le autorita' politiche hanno finora cercato di evitare. In questo contesto la recente spending review rappresenta un passo in avanti essenziale'' al fine di ''distribuire meglio il peso del consolidamento riducendo le tasse e tagliando la spesa''.
Alla luce di tutto questo l'Organizzazione raccomanda all'Italia di ''mantenere gli obiettivi di deficit strutturale definiti nel programma di stabilita'; allargare la base imponibile, riducendo le agevolazioni fiscali; integrare un processo di spending review nei normali sistemi di controllo del bilancio e della spesa; rendere operative le norme costituzionali sul pareggio di bilancio e l'organismo indipendente in modo efficace e rafforzare il programma di privatizzazioni''.