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Tra la minaccia delle persistenti tensioni di mercato, e quella di un pesante rallentamento della ripresa, i massimi responsabili economici dell'Unione europea si ritrovano in Polonia, a Wroclaw, Breslavia in italiano, la quarta maggiore città del Paese che ora detiene la presidenza di turno dell'Ue. Il consiglio informale dell'Ecofin che sarebbe dovuto servire a trovare una posizione comune dell'Ue da portare alle riunioni autunnali di Fmi e Banca Mondiale, in realtà si trasforma in una nuova riunione di emergenza sulla crisi debitoria che continua ad attanagliare l'area euro. E a fronte di una Europa apparentemente incapace di superare questi problemi - a oltre un anno dal lancio del piano di aiuti sulla Grecia - si fa spazio perfino l'ipotesi di un "soccorso cinese", o in generale di un aiuti esterno dai giganti emergenti.
Per ora chi interviene sono le maggiori banche centrali mondiali, tornate a lanciare una azione coordinata contro le recenti tensioni dei mercati. La Federal Reserve americana, assieme alla Bce, alla Banca del Giappone, la Banca d'Inghilterra e la Banca Nazionale di Svizzera hanno deciso di operare assieme per immettere liquidità supplementari in dollari sui rispettivi mercati. Iniziative simili si erano viste nel 2008, dopo il precipitare della situazione innescato dal crack di Lehman Brothers. Immediata la reazione dei mercati che nell'Ue ieri hanno chiuso con rialzi superiori al 3%.
Intanto però la Commissione europea, come fatto la scorsa settimana dalla Bce, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita. Il commissario agli Affari economici, Olli Rehn ha per ora escluso una ricaduta in recessione, ma la ripresa si profila ora "lenta e piena di ostacoli", ha avvertito.