3 agosto 2011
3 agosto 2011

Ordine dei giornalisti: la Camera approva la riforma, ora serve la laurea

9:21 - Le novità e il commento del Presidente dell'Odg

L’introduzione di un numero massimo dei membri del Consiglio, la previsione che i giornalisti professionisti debbano avere almeno una laurea triennale e che gli aspiranti pubblicisti debbano superare un esame di cultura generale che attesti, tra l’altro, la conoscenza dei principi di deontologia professionale, sono queste gli elementi innovativi della legge di riforma che riguarda i giornalisti. Eppure - nonostante le prime vere novità relative all'accesso alla professione dopo 48 anni di vuoto normativo (la legge costitutiva dell'ordine è del 1963) - il massimo organismo della categoria, Iacopino, mette in evidenza alcuni elementi di frizione con il dettato legislativo, in distonia rispetto al documento presentato dal Consiglio nazionale dell'Ordine al Parlamento. In particolare, il fatto che siano state cancellate dalla proposta la commissione deontologica nazionale (per volere dell'esecutivo) e il giurì per la correttezza dell’informazione (desiderata del ministero del Tesoro). c'è maretta anche per l’introduzione di un rapporto di due a uno (negli organi di rappresentanza) tra professionisti e pubblicisti che «penalizza fortemente i secondi». In una professione sbilanciata - almeno a livello numerico - sui pubblicisti (circa 78mila, rispetto ai 28mila professionisti), il cui status è praticare la professione non in via esclusiva.

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