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Con la sentenza n. 101/2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Lecce ha annullato un avviso di accertamento da circa 150.000 euro notificato a una società alberghiera salentina, accogliendo integralmente il ricorso del contribuente. L’accertamento si fondava sulla presunta inesistenza di fatture relative a servizi alberghieri resi da una cooperativa, ritenuti dall’Amministrazione una somministrazione illecita di manodopera mascherata da appalto.
I giudici hanno invece confermato la natura di appalto genuino “labour intensive”, valorizzando l’autonomia organizzativa e gestionale dell’appaltatore, in linea con la giurisprudenza della Corte di Cassazione. La documentazione prodotta ha dimostrato l’assenza di poteri direttivi del committente e l’effettiva esecuzione delle prestazioni. Inoltre, non è stata provata la consapevolezza della società alberghiera rispetto a eventuali carenze strutturali della cooperativa. Per tali ragioni, la Corte ha annullato l’atto e condannato l’Agenzia delle Entrate alle spese di giudizio.