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Gli errori nella Certificazione Unica non producono soltanto sanzioni per il sostituto d’imposta, ma possono avere conseguenze dirette anche sul contribuente. Una CU omessa, tardiva o errata comporta infatti sanzioni per il sostituto, ma soprattutto può innescare controlli automatizzati nei confronti del percettore delle somme, sulla base dei dati presenti nell’Anagrafe tributaria. La Risposta n. 68/2026 dell’Agenzia delle Entrate ha ribadito il valore centrale della CU, ad esempio nella verifica dei requisiti per il regime forfettario. Se il sostituto certifica compensi non dovuti o imputati all’anno sbagliato e non corregge tempestivamente il documento, il contribuente può subire un accertamento e trovarsi costretto a dimostrare con documenti e comportamenti l’errore commesso da altri. Resta quindi possibile fornire prova contraria, ma con un aggravio probatorio e procedurale che rende fondamentale verificare subito la correttezza della certificazione ricevuta.