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L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale delle somme percepite da una transazione novativa nell’ambito del concordato preventivo biennale (CPB). Il caso riguarda una società coinvolta in una cessione di partecipazioni non conclusa, poi risolta tramite accordo transattivo. La società sosteneva che le somme ricevute fossero ricavi tipici, in quanto sostitutivi del prezzo di vendita originario. Tuttavia, l’Agenzia ha respinto questa interpretazione, evidenziando che l’accordo aveva natura novativa: non si limitava a regolare il prezzo, ma ridefiniva completamente i rapporti tra le parti. Di conseguenza, le somme percepite non sono collegate alla cessione, ma alla transazione stessa. Fiscalmente, sono quindi qualificate come sopravvenienze attive e non come ricavi. Questo ha un impatto diretto sul CPB: tali componenti non rientrano automaticamente nel reddito concordato, ma lo aumentano tramite variazioni in aumento, rilevanti anche ai fini IRAP.