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Gli accertamenti analitico-induttivi consentono al Fisco di contestare attività non dichiarate o passività inesistenti tramite presunzioni gravi, precise e concordanti. Il loro utilizzo crescente, favorito da banche dati e nuove tecnologie, preoccupa i contribuenti per il carattere presuntivo delle contestazioni. Tuttavia, i soggetti ISA possono evitarli accedendo al regime premiale: per il periodo d’imposta 2025 serve un punteggio almeno pari a 8,5, oppure una media di 9 tra 2024 e 2025. Il contribuente può anche integrare ricavi o compensi per raggiungere la soglia, salvo cause di esclusione ISA o violazioni penali. Una tutela ancora più ampia deriva dall’adesione al Concordato preventivo biennale, che riconosce i benefici premiali ISA e impedisce, per i periodi concordati, accertamenti sul reddito d’impresa o lavoro autonomo, salvo decadenza. Per gli aderenti ISA, quindi, la protezione risulta doppia.