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La disciplina dei premi di risultato 2026 consente di applicare un’imposta sostitutiva dell’1% entro il limite di 5.000 euro lordi annui per lavoratore. Il tetto va verificato sul premio lordo erogato, mentre l’imposta si calcola sull’imponibile al netto dei contributi previdenziali a carico del dipendente. L’eventuale eccedenza oltre i 5.000 euro non fa decadere l’agevolazione sull’intero importo: solo la quota eccedente è assoggettata a tassazione ordinaria. Per accedere al regime, il premio deve derivare da contratti aziendali o territoriali stipulati da soggetti sindacali rappresentativi, non da liberalità, accordi individuali, prassi o regolamenti aziendali non recepiti. Le imprese prive di RSA o RSU possono recepire contratti territoriali compatibili o stipulare accordi con organizzazioni sindacali esterne. Una corretta gestione contrattuale, documentale e fiscale rende il premio uno strumento retributivo efficiente e vantaggioso.