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Inizialmente introdotto per ridurre la diffusione del Covid, lo smart working si conferma un valido sostegno anche in questa nuova fase di crisi, indotta dal caro energia. L’esecutivo sta così studiando una nuova proroga, per prolungare il diritto al lavoro agile. Tra le proposte, uno slittamento fino al 31 marzo prossimo, o addirittura alla fine del 2023. Con la fine dell’anno, il 31 dicembre arriva anche la scadenza dell’ultima proroga, stabilita dal decreto Aiuti-bis, per i lavoratori fragili e i genitori di under 14. Sempre fino al 31 dicembre, il datore di lavoro può ancora decidere unilateralmente il ricorso allo smart working, senza passare per l’accordo individuale con il lavoratore. Intanto, continuano a crescere gli accordi aziendali per disciplinare il lavoro da remoto e nelle ultime settimane si registrano intese in cui fa uno specifico riferimento a questa modalità come strumento per contenere i costi. Si va così verso una strutturazione stabile dello smart working, con una media di 9,5 giornate al mese, ripartite su base mensile o trimestrale.