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Nonostante le sanatorie sulle cartelle esattoriali, il magazzino dei crediti fiscali non riscossi continua a salire. Al 31 dicembre scorso ha infatti toccato la cifra record di 1.153 miliardi, contro i 1.099 del 2021, i 999 del 2020 e i 955 del 2019. Non sarebbero dunque serviti i provvedimenti di rottamazione e di saldo e stralcio a fermare la crescita di tassi, contributi e multe non pagati che lo Stato non riesce a riscuotere presso i contribuenti. In gran parte, peraltro, si tratta di crediti che non si riuscirà a recuperare, essendo in capo a soggetti falliti, deceduti o nullatenenti, o per i quali le azioni di riscossione, come pignoramenti o sequestri, risultano inefficaci. La somma di evasione accertata e non riscossa, come sottolineato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate in audizione alla Camera, si è formata dal 2000 al 2022, lo stesso periodo in cui lo Stato è riuscito a riscuotere solo 150 miliardi, compresi quelli incassati con sanatorie e varie agevolazioni. Il rapporto, ogni anno, si attesterebbe sui 70 miliardi di nuova evasione da riscuotere, per 10 in meno incassati.